Duval Michèle – Grandezza e decadenza dei seguaci dell’amianto.

Edizioni della Rivista “Anarchismo”, Catania, 1979, 42 p.
Testo nato da una lettura decodificante e critica di una pagina pubblicitaria pagata dai padroni dell’amianto – apparsa su “Le Monde” – per rilanciare le vendite in ribasso della loro merce-veleno.
Un modello per difendersi dalle menzogne che la pubblicità ci spaccia quotidianamente sotto l’apparente e rassicurante “obiettività” scientifica. In appendice, documenti e dati sulla produzione dell’Amianto in Italia e sulla nocività della sua lavorazione.
Cartella contenente articolo pubblicitario di Le Monde del 17/11/1976

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Bookchin Murray, Post-Scarcity Anarchism. L’anarchismo nell’età dell’abbondanza

Edito da La Salamandra, Milano, 1979, 190 p.

“Post Scarcity Anarchism” è composto da una serie di saggi, in cui Murray Bookchin focalizza l’attenzione sulle possibilità di una società non gerarchica, ecologica e anticapitalista, che possa soddisfare equamente i bisogni umani. Sostiene infatti, che la società post-industriale, attraverso l’uso della tecnologia, avrebbe la possibilità di evolversi in forme di auto-amministrazione. Per l’autore il progresso tecnologico: quando la tecnologia viene utilizzata in modo ecologicamente sensibile, ha un potenziale rivoluzionario che può liberare la società dallo sfruttamento capitalistico. Tuttavia, Bookchin crede anche che queste potenzialità siano già abbondantemente sfruttate da quest’ultimo, a scapito delle esigenze dell’uomo e della sostenibilità ecologica, per tanto, è sempre più necessario farne un uso consapevole e critico. “Che la libertà debba essere concepita in termini umani, non animali – in termini di vita, non di sopravvivenza – è abbastanza chiaro. L’uomo non si libera dalle catene della schiavitù e non acquista una dimensione veramente umana semplicemente scrollandosi di dosso la dominazione sociale e conquistando una libertà astratta. Deve conquistare una libertà concreta: libertà dai bisogni materiali, dalla schiavitù del lavoro, dalla necessità di dedicare la maggior parte del proprio tempo – cioè, della propria vita – alla lotta per la sopravvivenza

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Bookchin Murray, Per una società ecologica. Tesi sul municipalismo libertario e la rivoluzione sociale

Edito da Eleuthera, Milano, Settembre 2016, 237 p.

In questo classico dell’ecologia sociale, Bookchin si chiede se davvero non c’è rimedio a questo fenomeno chiamato «civiltà» che pare sul punto di distruggere un mondo naturale formatosi in milioni di anni di evoluzione organica. Di certo le soluzioni vanno trovate lontano dalla prevalente ragione strumentale, che risponde a logiche di dominio sulla natura radicate in quel dominio dell’uomo sull’uomo che ha plasmato sia la nostra struttura sociale sia la nostra visione della natura. Bookchin mostra infatti come sia stata la nascita della società gerarchica a rendere sempre più aggressive le relazioni dell’umanità con la natura, in un perverso crescendo culminato con la selvaggia spoliazione operata dal capitalismo e dal suo folle modello di crescita infinita in un mondo finito. I rimedi vanno allora cercati in valori e metodi non gerarchici capaci di costruire uno spazio sociale in equilibrio con il suo ecosistema e un tessuto comunitario basato sulla cooperazione e non sulla competizione, sulla redistribuzione e non sull’accumulazione, sull’interdipendenza e non sulla sopraffazione.

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Bookchin Murray, La crisi ecologica. Le sue radici nella società. Problemi e soluzioni

Edito da Bohémiens, Ragusa, Maggio 1995, 15 p.

Questo opuscolo riproduce il testo di una conferenza che l ’autore ha tenuto a Carrara l ’8 ottobre del 1984 ed è stato pubblicato per la prima volta nell ’ottobre del 1984 dal Circolo culturale anarchico di Carrara

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Bookchin Murray, Democrazia diretta

Edito da Eleuthera, Milano, Aprile 2016, 101 p.

In questo lungo crepuscolo della democrazia rappresentativa, l’idea stessa di politica – un tempo partecipazione attiva di un’intera comunità alla vita sociale – rischia di perdere ogni rilevanza proprio perché è stata ridotta a mera tecnica dell’organizzazione statuale, oltretutto affidata a gruppi di “professionisti” – politici, certo, ma anche burocrati, magistrati, militari, ecc. – che praticano una forma di manipolazione istituzionale detta “governo”. Ma così si rischia di perdere anche il senso di ciò che significa essere cittadini, uno status ormai confuso con l’essere semplici elettori e contribuenti, ovvero ricettori passivi di beni e servizi forniti da uno Stato onnipotente e pervasivo. Tuttavia questa deriva non è affatto irresistibile, ci dice Bookchin, che mostra come siano esistite ed esistano concrete alternative alla statualità, in grado di opporsi alla dissoluzione della comunità e allo smarrimento del senso di cittadinanza che questa ha prodotto. Ne esce un piccolo manuale di democrazia diretta, decentramento amministrativo e federalismo, rivisitati alla luce degli ultimi cento anni di storia sociale

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Bookchin Murray, L’ecologia della libertà. Emergenza e dissoluzione della gerarchia

Edito da Eleuthera, Milano, Aprile 2017, 558 p.

L’ecologia della libertà”, opera della maturità intellettuale di Bookchin, si conferma a trent’anni di distanza dalla sua uscita, un grande classico del pensiero utopico contemporaneo. Il libro spazia dalla biologia all’economia, dalla storia delle religioni all’antropologia, delineando un grande affresco libertario che ripercorre il contrastato rapporto tra umanità e natura alla luce di un altro contrastato rapporto, quello tra dominio e libertà. E postula, dopo lo storico emergere e affermarsi nei millenni del principio gerarchico, la sua dissoluzione, proponendo un’appassionante versione sociale dell’ecologia che va ben al di là del banale ambientalismo conservativo e conservatore oggi prevalente.

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L’Aurora. Periodico Anarchico

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L’Aurora. Periodico anarchico
Durata: 16 Settembre 1899 (n. 1, a. 1) – 14 Dicembre 1901 (n. 60, a. III, n.s.)
Interrompe le pubblicazioni dal 24 Maggio 1900 (n. 23, a. II) all’8 Settembre 1900 (n. 1, a. II, n.s.)
Luogo: Paterson; West Hoboken (dal 14 ott. 1899 (n. 3, a. I)); Yohoghany (dall’8 Settembre 1900 (n. 1, a. II, n.s.,); Spring Valley (dal 15 Dicembre 1900 (n. 12, a. II, n.s.)
Periodicità: quindicinale; settimanale (dal 14 Ottobre 1899 (n. 3, a. 1))
Pagine: 4; 2 pagine (solo il n. 18, a. III. Vedi Note)

Note riguardanti l’Archivio
-L’8 Giugno 1901 (n. 34, a. III) uscì come supplemento un manifesto dal titolo “Chi volle la morte di Bresci.”
-A pagina 1 del n. 18, a. III, è riportato questo riquadro: “Questa settimana siamo costretti ad uscire in mezzo foglio. Ciò nello scopo di far diminuire il deficit che, prolungato e aumentato, farebbe pericolare il giornale. I compagni che ci aiutano, ci scuseranno. Quelli che ci hanno sinora trascurato, non possono certo pretendere di più”
-Numeri presenti in archivio: n. 1-16, a. 1; n. 1-15 a. 2; n. 16, 18-21, a. III
-Le pagine digitalizzate sono divise in orizzontale. Di conseguenza le frasi risultano troncate e/o cancellate.

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Fede!

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Fede! Settimanale Anarchico di Coltura e di Difesa.
Durata: 16 Settembre 1923 (n. 1, a. 1) – 10 Ottobre 1926 (n. 133, a. IV)
(dei numeri 80, 86, 87, 94, 95, 97, 99, 101, 103, 107, 109, 111, 113, 116, 120, 122, 124, 126, 128 vengono pubblicati 2 edizioni; del numero 81 vengono pubblicate tre edizioni)
Luogo: Roma
Periodicità: settimanale.
Pagine: 4 (i numeri 65, 66, 70, 72, 74, 80, 81, 82, 91 e 101 escono a 2 pagine; i numeri 32, 51, 55, 56, 59, 64, 77 e 96 escono a 6 pagine)

Fede! Quindicinale Anarchico di Coltura e di Difesa; Giornale Anarchico di Coltura e di Difesa (dal 25 Maggio 1930 (n. 7, a. II, ser. 2))
Durata: 10 Maggio 1929 (n. 1, a. I, ser. 2) – 4 Aprile 1931 (n. 12, a. II, ser. 2)
Luogo: Parigi; Bruxelles (dal 7 Febbraio 1931 (n. 11, a. II, ser. 2)
Periodicità: quindicinale con irregolarità per poi passare come varia dal 25 Maggio 1930
Pagine: 4

Note riguardanti l’Archivio
-numeri presenti nell’archivio: dal 64 all’89; dal 98 al 129; 131, 132.
-solo i numeri 86 e 87 hanno 2 edizioni.
-la digitalizzazione del giornale è in formato TIFF. Usare il lettore in PDF per leggere i file o, in alternativa, estrarre le pagine con programmi di grafica (consigliabile photoshop e gimp) e salvarli singolarmente in formato png o in tiff (non in jpeg in quanto diminuisce la qualità dell’immagine!)

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(a cura di) Schirone Franco – Cronache anarchiche. Il giornale Umanità Nova nell’Italia del Novecento 1920-1945

Edito da Zero in Condotta, Milano, 2010, 294 p.

Non sarebbe pensabile ripercorrere la storia del movimento anarchico di lingua italiana nella prima metà del Novecento senza ripercorrere al tempo stesso la storia di “Umanità Nova”. Difatti il quotidiano “Umanità Nova” è stato lo strumento di comunicazione e di coordinamento più importante: per le sue vicissitudini, per la sua rilevanza militante, per la sua capacità di affrontare lucidamente e puntualmente i fatti. Tutte le energie messe in campo per la sua nascita riflettono la capacità organizzativa e la tensione rivoluzionaria degli anarchici italiani in una delle fasi più difficili, ma anche più aperte alle spinte trasformatrici, vissute dal nostro paese. È significativo che proprio in tale momento gli anarchici avvertano la necessità di dotarsi di un organo di stampa all’altezza della situazione, riallacciandosi in questo alla consolidata tradizione dell’anarchismo, che nelle pagine dei giornali ha soprattutto espresso la propria progettualità. Indubbiamente la loro parola risuona anche nelle piazze, nei comizi e nei luoghi di lavoro, nelle camere del lavoro e nelle università popolari, ma, come emerge dagli scritti pubblicati in questo volume, è soprattutto nelle pagine di “Umanità Nova” che sono riposte le maggiori attese, a fronte delle pressanti richieste provenienti da una società in pieno fermento rivoluzionario.

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Umanità Nova (1920-1945)

 

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La cartella contiene i file (giornale e documenti) presi dal DVD allegato al libro di Schirone Franco, “Cronache anarchiche. Il giornale Umanità Nova nell’Italia del Novecento 1920-1945”:

Umanità Nova. Quotidiano Anarchico.
Durata: dal 26-27 Febbraio 1920 (n. 1, Anno I) al 24 Marzo 1921 (n. 71, Anno II)
Luogo: Milano
Periodicità: quotidiano.
Pagine: 8

L’Umanità Nova. Quotidiano Anarchico.
Durata: dal 14 Maggio (numero di saggio) al 29 Giugno 1921 (n. 13)
Luogo: Roma
Pagine: 4
Nota: Il giornale esce ogni 3-4 giorni così riportate: 14 Maggio, 18 Maggio, 22 Maggio, 25 Maggio, 28 Maggio, 31 Maggio, 4 Giugno, 8 Giugno, 11 Giugno, 15 Giugno, 18 Giugno, 22 Giugno, 25 Giugno, 29 Giugno.

Umanità Nova. Quotidiano Anarchico.
Durata: dal 3 Luglio 1921 (n. 72, Anno II) al 12 Agosto 1922 (n. 183, Anno II)
Luogo: Roma
Periodicità: quotidiano.
Pagine: 4

Umanità Nova. Giornale Anarchico.
Durata: dal 19 Agosto (n. 184, Anno II) al 2 Dicembre 1922 (n. 196, Anno II)
Luogo: Roma
Pagine: 4.
Periodicità: settimanale.

Umanità Nova. Periodico Libertario.
Durata: dal 1 Novembre 1924 (n. 1, Anno I) al 1 Maggio 1925 (n. 10, Anno II)
Luogo: New York
Periodicità: settimanale.
Pagine: 4
Nota 1: nell’annata del 1924 vi sono due numeri 4 datati 22 Novembre. Nel “Comunicato della Redazione” del 13 Dicembre (n. 6, anno II, pag. 3) viene spiegato che il “secondo” numero 4 (quello recante in prima pagina “I raggi neri della Casa Bianca” e “Disoccupazione e diritto di vivere”) è segnato tale per via della dimenticanza del tipografo. Il numero in questione, quindi, è quello del 6 Dicembre (n. 5, Anno I)
Nota 2: dell’Anno I, i numeri 1, 2, 7 e 8 dell’Anno I hanno tutte le pagine rovinate;
dell’Anno II, nel numero 3 vi sono due articoli di pagina 3 coperti da una banda bianca mentre i numeri 6, 7, 8, 9 e 10 hanno tutte le pagine rovinate.

Umanità Nova. Numero Unico di Propaganda Anarchica
Umanità Nova. Numero unico.
Durata: 1 Maggio 1930 e 1 Maggio 1932
Luogo: Buenos Aires
Pagine: 4

Umanità Nova. Quindicinale Anarchico.
Durata: dal 20 Ottobre 1932 (n. 1, Anno I) al 15 Gennaio 1933 (n. 6, Anno II)
Luogo: Parigi
Periodicità: quindicinale.
Pagine: 4 (tranne quello del 15 Gennaio 1933 (n. 6, Anno II) che uscì con 2 pagine).
Nota: nel numero 1 dell’Anno I, gli articoli “Umanità Nova” (pag. 1) e “Verso l’Anarchia” (pag. 2) sono rovinati. Il numero 6 dell’Anno II ha le due pagine rovinate.

La Protesta (La protestation). Paraissant deux fois par mois.
Durata: dal 20 Febbraio (n. 1, Anno I) al 28 Marzo 1933 (n. 3, Anno I).
Luogo: Parigi
Periodicità: quindicinale
Pagine: 4
Nota: nel numero 2 dell’Anno I vi è l’articolo “Hitler al potere” rovinato (pag. 1) e manca pagina 4;

La vecchia Umanità Nova. (La Vieille Humanité nouvelle)
Durata: 15 Aprile 1933 (n. 1, Anno II)
Luogo: Parigi
Pagine: 4
Nota: le parti finali delle pagine 1 e 4 sono state digitalizzate male

Umanità Nova. Giornale Anarchico
Durata: dal 10 Settembre 1943 (n. 343, Anno III) al 20 Maggio 1945 (n. 357, Anno V)
Luogo: Firenze
Periodicità: varia
Pagine: 4

1 Maggio 1945.
Durata: 1 Maggio 1945
Luogo: Firenze
Pagine: 4

Umanità Nova. Giornale Anarchico
Durata: 22 Aprile 1945 (n. 398, Anno V)
Luogo: Genova
Pagine: 4

Umanità Nova. Numero unico commemorativo
Durata: 30 Luglio 1944
Luogo: Roma
Pagine: 4

Umanità Nova. Giornale anarchico edito dalla Federazione Comunista Libertaria Laziale
Durata: dall’11 Dicembre 1944 (n. 345, Anno IV) al 6 Maggio 1945 (n. 18, Anno XXV)
Luogo: Roma
Pagine: 4
Nota: i numeri che vanno dal 347 dell’Anno IV al 18 dell’Anno XXV sono stati digitalizzati tramite fotocamera.

Documenti allegati
Galzerano Giuseppe, “L’attentato al teatro “Diana” nelle cronache di «Umanità Nova»
D’Errico Giulio, “«Umanità Nova» in esilio: New York, 1924-1925.”
Pagliaro Angelo, “«Umanità Nova» in esilio: Buenos Aires, 1930 e 1932.”
Schirone Franco, “«Umanità Nova» in esilio: Parigi, 1932-1933.”

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